Allacci abusivi e furti d'acqua, è di nuovo emergenza: pianificati blitz e controlli video

Durante il vertice in Prefettura, Siciliacque ha reso noto che gli ammanchi arrivano, a volte, anche a 120 litri al secondo

Allacci abusivi e furti d'acqua lungo la condotta Gela-Aragona. E' un fenomeno - di microcriminalità - che si ripete. E da anni, ormai. Il gestore di sovrambito: Siciliacque ha dichiarato - durante il vertice che si svolto oggi alla Prefettura di Caltanissetta - che gli ammanchi arrivano, a volte, anche a 120 litri al secondo. In attesa di interventi strutturali - che portino, ad esempio a Licata, l'acqua per uso irriguo - la decisione è stata univoca: torneranno i blitz delle forze dell'ordine sui luoghi e nelle aziende che più di altri inducono a pensare che possano essersi procurati acqua in maniera non legittima. Controlli che verranno effettuati in collaborazione con i tecnici di Siciliacque che metterà in campo verifiche ancora più sofisticate - tramite video e telecontrolli - per individuare gli appresamenti illegali. 

Al vertice di stamani hanno partecipato i prefetti di Caltanissetta e Agrigento, nonché i massimi responsabili delle forze dell'ordine: i questori delle due province, i comandanti dei carabinieri e Guardia di finanza, i vertici di Siciliacque, i commissari prefettizi di Girgenti Acque, il capo di Gabinetto dell'assessore regionale all'Energia, il presidente dell'Ati idrico di Agrigento e per il Comune di Licata era presente il sindaco Giuseppe Galanti accompagnato dal suo esperto in materia di risorse idriche.

Le forze dell'ordine, che negli anni passati si sono occupate di quest'emergenza, hanno amaramente dovuto dichiarare che gli interventi, anche severi, effettuati, hanno prodotto risultati del tutto insoddisfacenti - hanno reso noto dal Municipio di Licata - . Il sindaco Galanti e il suo esperto hanno evidenziato che il territorio di Licata è totalmente privo di risorse idriche pubbliche per uso irriguo. "Finchè non si provvederà a fornire al settore agricolo questo elemento vitale per l'economia del comparto oltre che per la città, la situazione diverrà sempre più insostenibile" - scrivono dal Comune di Licata - . 

Già da diversi anni, si stanno perseguendo due fondamentali obiettivi: la realizzazione di una canalizzazione che dalla diga Gibbesi (diga completata nel 1992) adduca l'acqua in un serbatoio a Licata. Il progetto, ormai alle battute finali, si trova al Provveditorato alle opere pubbliche interregionale di Palermo. Il secondo obiettivo è costituito da un impianto di affinamento acque reflue terziario, che potrebbe fornire da 2,5 a tre milioni di metri cubi, che è stato bloccato da una decisione dell'Ati idrico di Agrigento.

"Con il prefetto di Agrigento si è concordato che lo stesso l'ufficio territoriale del Governo provvederà ad investire, con delle raccomandazioni specifiche, l'assessorato regionale all'Agricoltura per sollecitare il provveditorato interregionale Sicilia-Calabria per avere il progetto e presentarlo al ministero di competenza per il relativo finanziamento - hanno reso noto dal Municipio di Licata - . L'Ati si è, invece, impegnata a rivedere la richiesta del Comune di Licata relativa alla modifica del progetto di allontanamento delle acque reflue dal depuratore di Licata". 

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