Via per inseguire i propri sogni, l'agrigentino Alberto Nocera: "Casa è dove c'è il cuore, giovani abbiate il coraggio di rischiare"

Al pronti via mette su una StartUp, collaborato dalla sorella Silvia, nasce “Nocs”. Piccola azienda di bracciali che in  poco tempo raggiunge obiettivi importanti

Alberto Carlo Nocera

Sei un imprenditore, uno studente, un pizzaiolo o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie.  Questa volta, abbiamo scelto di raccontare la storia di un agrigentino doc, Alberto Carlo Nocera. Ha lasciato la sua città subito dopo il diploma, una laurea conseguita e tanti obiettivi nella testa. Al pronti via mette su una StartUp, collaborato dalla sorella Silvia, nasce “Nocs”. Piccola azienda di bracciali che in  poco tempo raggiunge obiettivi importanti.

Un’azienda a conduzione familiare, strettamente familiare, per poi trovare spazio nel mondo della moda. Infatti, Alberto, lavora per un grande marchio di abbigliamento total look il “Mimì Muà”. Un brand che fa capo a Firenze ma che è pronto ad abbracciare diverse regioni d’Italia. Alberto vive tra Pisa e Firenze, tanti sogni nel cassetto che pian piano sceglie di trasformarli in progetti. La smania del posto fisso? No, grazie. Almeno per il momento.

Alberto, raccontaci la tua storia

“Premetto che sono molto innamorato della mia città, è il posto dove sono nato e cresciuto ma anche il luogo dove vivono gli affetti a me più cari. Ho dovuto lasciare Agrigento per seguire i miei sogni, intraprendendo studi specifici. Mi sono laureato in marketing e ricerche di mercato. Ho deciso di rischiare, ho aperto la mia personale partita Iva. Ho iniziato a lavorare come consulente marketing di piccole aziende. Nel dettaglio, iuto i privati a rapportarsi con il mondo digitale. Sono specializzato nell’uso e nella crescita di Instagram mi occupo più in generale della gestione dei Social Network e della gestione di campagne pubblicitarie su Facebook ADS. Conosco gli strumenti necessari all’elaborazione della fase analitica esplorativa, decisionale e di controllo di un piano marketing digitale. Adesso, lavoro per una grande azienda di moda, è la Mimi Muà. E’ un brand femminile che fa capo a Firenze. E’ un mondo per me nuovo, ma questo non mi ha mai spaventato. Ho fame di imparare e di diventare indispensabile. La cosa che mi fa stare meno bene? Forse la sveglia la mattina. Noi agrigentini siamo abituati a ben altri ritmi (sorride ndr)”.

Alberto cosa ti manca della tua città?

“Forse sembra scontato dirlo, ma la casa è dove si trova il cuore. Agrigento mi manca perché lì, ho tutti i miei affetti. Un caffè vista mare e la Valle dei Templi che bacia la città, queste sono coccole che in pochi possono permettersi”.

Hai un consiglio per i giovani agrigentini?

“Devono essere sempre stessi, ma non devono mai perdere la speranza. Devono riuscire a svolgere il lavoro che veramente amano, non è facile ma la costanza e l’impegno sono un’arma in più. E’ importante sapersi reinventare, sempre ed in qualsiasi momento”.

Qual è l’aspetto del tuo lavoro che ami di più?

“Il personal branding è ormai fondamentale. Ed è quello di riuscire a fare il branding di sé stessi. Non è altro che riuscire a sapere ciò che dicono gli altri di te appena hai lasciato la stanza. Tutto questo oggi va rapportato al mondo virtuale, ma anche reale. Il personal branding è importante, bisogna sapersi ‘vendere’. Le aziende devono capire cosa sai fare. Bisognerebbe rapportarsi con gli altri in un determinato modo. Molti ragazzi della mia età hanno voglia di fare marketing, ma poi scopri che non hanno neppure un profilo Linkedin. Bisognerebbe avere una propria identità lavorativa importante, le aziende devono cercarti per un motivo ben preciso e non per fare il tappabuchi. Questo, spesso, dipende da noi.  Serve avere consapevolezza ciò che andremo a fare. Il mondo del web deve sapere chi sei e cosa sai fare, questo serve soprattutto alle aziende”.

Torneresti a vivere nella tua città?

“Sarebbe bello tornare. Attualmente sono in pieno processo di crescita lavorativa. Quando riuscirò a definire meglio la mia posizione, prenderò la giusta decisione. Agrigento deve puntare sul turismo, sulle sue bellezze, ma anche sui giovani e sulle nostre potenzialità. La città solo così potrà risorgere”.

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