Violenta e picchia passante nell'androne, poi fugge ma viene riconosciuto: condannato 42enne

Giuseppe Virone, 42 anni, avrebbe pedinato una passante e l'avrebbe aggredita palpeggiandola nelle parti intime e picchiandola

Due anni e sette mesi di reclusione per l’accusa di lesioni personali e violenza sessuale: sono stati inflitti dai giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, nei confronti di Giuseppe Virone, 42 anni, di Agrigento, finito a processo dopo le denunce di una donna, di alcuni anni più giovane di lui.

La ragazza, quattro anni fa, sarebbe stata aggredita nell’androne di una palazzina, da uno sconosciuto che l’avrebbe vista camminare per strada decidendo di pedinarla. Virone, in particolare, secondo quanto è emerso nel processo, avrebbe seguito la ragazza e, al momento opportuno, avrebbe deciso di entrare, visto che in quel posto non sarebbe stato visto dai passanti, e l’avrebbe aggredita.

“Mi ha afferrato con la forza – ha detto la ragazza – e mi palpeggiato nelle parti intime, poi mi ha scaraventato per terra”. La donna, che sarebbe stata toccata nel sedere, nel seno e nella vagina, fu soccorsa e trasportata in ospedale. Il suo aggressore, a lei sconosciuto, fuggì e si persero del tutto le tracce. La donna fu medicata e le sue ferite furono giudicate guaribili in dieci giorni. La polizia raccolse le denunce della presunta vittima dell’aggressione e avviò le indagini, in prima battuta molto complesse perché la descrizione dell’uomo che l’aveva aggredita corrispondeva a tante altre e non c’erano elementi particolari. 

Per qualche giorno sembrava che l’attività investigativa si potesse del tutto arenare. Invece, in maniera inaspettata, vi fu la svolta. Virone incontrò per strada la sua presunta vittima e, anziché fuggire, le avrebbe rivolto – sempre secondo il racconto della donna – un saluto abbozzando persino un sorriso. La donna, a quel punto, decise di chiamare la polizia che, in pochi minuti, arrivò sul posto, in pieno centro, nei pressi della stazione dei bus, e identificò l’uomo. Il pubblico ministero Elenia Manno aveva chiesto la condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione.

Di tenore opposto la versione della difesa. “Non c’è stata mai alcuna certezza – ha replicato l’avvocato Salvatore Maurizio Buggea – del riconoscimento di Virone". 

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