"Rompe il naso a pugni alla moglie incinta e picchia la figlioletta di un anno", chiesta condanna

Il pm propone tre anni di reclusione per un uomo di 43 anni, arrestato lo scorso maggio dopo che la donna in piena notte chiese aiuto ai carabinieri

Pesta selvaggiamente la compagna che, al secondo mese di gravidanza, con il setto nasale appena fratturato da un pugno, corre a chiedere aiuto ai carabinieri anche perché, nella loro abitazione, era rimasta la figlioletta di un anno e quattro mesi, a sua volta colpita al volto.

Una storia di violenze agghiaccianti che è approdata in aula per il processo. Il pubblico ministero Chiara Bisso, al termine della requisitoria, ha chiesto la condanna a tre anni di reclusione, per l’accusa di maltrattamenti e lesioni, ai danni di F.M., 43 anni, di Agrigento. Dopo la requisitoria e l’arringa di parte civile dell’avvocato Massimiliano Caltavuturo, il giudice dell’udienza preliminare ha disposto un rinvio per la conclusione del processo che si sta celebrando con il rito abbreviato.

Il 22 marzo il difensore, l’avvocato Salvatore Cusumano, illustrerà la sua arringa e poi sarà emessa la sentenza. L’imputato, il 13 maggio, in piena notte, fu arrestato dai carabinieri dopo che la compagna, incinta, al secondo mese, era andata in caserma, ancora sanguinante e col setto nasale fratturato, a chiedere aiuto. 

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