Influenza e paura di ammalarsi, sono in arrivo 72 mila flaconi di vaccini

Per potere garantire livelli efficaci di copertura, il periodo indicato per la somministrazione è da ottobre a dicembre inoltrato

(foto ARCHIVIO)

Fra pochissimo arriveranno a destinazione. E lo faranno rispettando i tempi della stagione autunnale. Si tratta dei circa 72 mila flaconi di vaccini antinfluenzali, per i quali l’azienda sanitaria provinciale di Agrigento ha già disposto la fornitura. Ma non è detto che il numero di flaconi non possa anche aumentare. E questo perché già nelle passate campagne di vaccinazione, il numero degli agrigentini che ha deciso di prevenire è aumentato di anno in anno. Di fatto ha influito – per come hanno spiegato dal settore Epidemologia dell'Asp - la campagna mediatica. La gente ha paura di ammalarsi. Tanti, infatti, coloro che hanno scelto di ricorrere alle vaccinazioni antinfluenzali per evitare che complicazioni. Ad aleggiare, naturalmente, è stato lo "spettro" della meningite.

Le vaccinazioni, gratuite, verranno effettuate su tutto il territorio dell’azienda, negli studi dei medici di famiglia, pediatri di libera scelta ed in tutti i presidi vaccinali dell’Asp. Oltre al farmaco a tutti i soggetti a cui è particolarmente raccomandato, verranno fornite tutte le informazioni utili sulla corretta somministrazione e sugli eventuali effetti collaterali.  

Negli anni passati, per la copertura vaccinale assicurata, Agrigento è stata la prima provincia della Sicilia. Una provincia equiparabile a quelle del Veneto, dove le campagne vaccinali sono sempre molto sentite. Per potere garantire livelli efficaci di copertura anticorpali nel tempo, il periodo indicato per la somministrazione del vaccino antiinfluenzale stagionale, date le condizioni climatiche dell'Agrigentino, è da ottobre a dicembre inoltrato. Questo affinché si riesca a garantire i livelli di efficacia della copertura, dal momento che i virus dell’influenza raggiungono l’apice della diffusione, dalle nostre parti, dalla fine di gennaio a marzo. Un anticipo nella somministrazione del vaccino potrebbe, dunque, determinare una minore protezione in corrispondenza del picco stagionale della malattia. 

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