Mette in vendita i mobili e le rubano 1.050 euro dal bancomat: ecco la nuova truffa

Ad essere raggirata e a cadere in quello che è marchingegno ben collaudato è stata una 40enne. La vittima ha formalizzato denuncia alla polizia

Voleva vendere dei mobili e aveva messo un annuncio su un sito internet. E’ stata però truffata e dalla sua carta bancomat sono scomparsi ben 1.050 euro. Protagonista, suo malgrado, di quella che è una truffa molto diffusa è stata una quarantenne agrigentina. La donna s’è già recata all’ufficio denunce della Questura e i poliziotti della sezione Volanti, da cui dipende l’ufficio denunce, hanno già trasmesso la segnalazione alla polizia Postale. Gli agenti hanno in mano due numeri di telefono e sperano di riuscire ad acciuffare i truffatori di quello che – ci sono anche dei video su internet – sembra essere un marchingegno ben collaudato.

L’agrigentina aveva messo in vendita, per 800 euro, su un sito internet, dei mobili. E’ stata prima contattata da una donna e poi da un uomo. L’affare sembrava fatto: l’accordo era stato del resto raggiunto. E’ stata però raggirata. La quarantenne è stata invitata infatti a recarsi ad un bancomat e – stando a quanto le è stato spiegato al cellulare – gli avrebbero fatto una ricarica di 800 euro per i mobili, più 250 euro per le spese di spedizione. La donna non conosceva il meccanismo della ricarica, ma s’è fidata. Ed ha fatto male. Decisamente male.

I truffatori le hanno chiesto di inserire il bancomat nello sportello e le hanno dato un codice segreto da digitare. L’agrigentina credeva di ricevere la ricarica di 1.050 euro. In realtà, è stata lei a ricaricare i malviventi.

La donna, vittima della truffa, non s’è – a quanto pare – neanche accorta subito del raggiro, ma solo dopo controllando il conto. Forse voleva verificare l’accredito dei soldi che attendeva per quella vendita di mobili che, sembrava, si fosse perfezionata. Ha scoperto – ed è stato anche traumatico – che era stata invece lei a perdere ben 1.050 euro. Inevitabile, a questo punto, ammettendo anche d’essere stata ingenua a fidarsi di perfetti sconosciuti, il ricorso alla polizia di Stato. La quarantenne ha presentato una denuncia a carico di ignoti e i poliziotti della sezione Volanti della Questura l’hanno già trasmessa alla Postale. Qualche appiglio per agganciare i truffatori c’è: ci sono due numeri di telefono cellulare. Ma se si tratta di malviventi “professionisti”, quei recapiti difficilmente serviranno a qualcosa.

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