Hashish all'uscita di scuola o per l'happy hour: il blitz "Piazza pulita" cancella lo spaccio nel centro storico

I fermati sono 4 gambiani, un nigeriano e una donna con passaporto italiano ma proveniente dal Belgio. La donna è stata ritenuta complice della presunta organizzazione

Un momento del blitz "Piazza pulita"

La banda di gambiani si era impossessata di piazza Ravanusella e delle viuzze che si arrampicano verso la via Atenea. Hashish e marijuana venivano cedute a chiunque passasse da quelle vie.

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Un'area che però, in particolar modo, era frequentata soprattutto, all'uscita da scuola o all'orario dell'aperitivo, dai minorenni.

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Sei le persone - in quella che è stata l'operazione antidroga "Piazza pulita" - che sono state sottoposte a fermo di indiziato di delitto, firmato dalla Procura di Agrigento: dal sostituto Alessandra Russo, dai carabinieri. L'inchiesta è stata avviata nell’ottobre dello scorso anno dai militari dell'Arma della sezione Operativa della compagnia di Agrigento e della locale stazione. 

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I fermati sono 4 gambiani, un nigeriano e una donna con passaporto italiano ma proveniente dal Belgio. La donna è stata ritenuta complice della presunta organizzazione. Le catture sono state effettuate quasi tutte ad Agrigento. Una sola a Palermo. Perquisiti anche gli edifici diroccati e abbandonati che venivano utilizzati dai pusher per nascondere la droga. L’accusa è di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante di aver dato luogo alle cessioni anche nei confronti di minorenni. 

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"Da anni si sa che, nel centro storico di Agrigento, ci sono dei luoghi oscuri dove si svolgono una serie di traffici che rendono invivibile questa zona del centro ed è pericoloso attraversare queste aree che sono sotto la via Atenea. Fino ad ora - ha spiegato, durante la conferenza stampa svoltasi al comando provinciale dell'Arma, il sostituto procuratore Alessandra Russo - ci sono stati interventi episodici, arrivavano telefonate notturne: 'Abbiamo fatto l'arresto'. Dai validi carabinieri ho ricevuto la proposta di agire diversamente: 'Dobbiamo risolvere questo problema'. Si è aperta questa attività di indagine più lunga che è consistita in attività di osservazione di quello che avveniva nel centro storico. Attività che ha portato alla scoperta di dati preoccupanti perché si parla di sei elementi che controllano totalmente il passaggio, la diffusione e lo spaccio soprattutto nei confronti dei soggetti minori. Lo spaccio si incrementa esponenzialmente nelle ore di pomeriggio. Si è intervenuti, quindi, per dare una batosta a questi traffici. Abbiamo chiesto questo fermo anche per evitare - ha sottolineato il Pm - che queste persone si dessero alla fuga per poi ritornare fra qualche mese e ripristinare lo spaccio. Si è agito con un fermo per prendere quanti più soggetti e poter formulare al tribunale, in sede di convalida, una richiesta custodiale che permetta di chiudere questa vicenda. Mi complimento con tutta la squadra perché hanno fatto un lavoro immenso". 

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"Questa operazione antidroga ha cercato di fare un intervento strutturale in quella zona per poter pensare anche al recupero di quelle aree. Abbiamo - ha ricostruito il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Pellegrino - un'attività di spaccio che andava avanti a qualsiasi ora del giorno e della notte, abbiamo una clientela caratterizzata da giovani e giovanissimi. Abbiamo documentato almeno una trentina di ragazzi che sono stati sorpresi in possesso di sostanze stupefacenti: hashish o marijuana, molti dei quali minorenni. Finiva la scuola e si infilavano in queste viuzze oppure dovevano andare a fare l'aperitivo e passavano prima da queste vie. Quindi abbiamo l'aspetto della destinazione della droga a questi giovani, abbiamo le lamentele dei residenti, degli esercenti commerciali, titolari di B&B. Abbiamo quindi dato voce alle richieste di aiuto di queste persone. Abbiamo avuto anche delle tensioni di ordine pubblico in quella zona, abbiamo registrato, nei mesi scorsi, anche una presa di posizione della comunità senegalese che è una comunità operosa e non crea problemi. Hanno preso posizione perché iniziavano a soffrire la presenza e la violenza di questi soggetti. Attraverso attività tecniche abbiamo filmato delle liti furibonde fra di loro e delle vere proprie aggressioni a dei residenti: gli venivano lanciate bottiglie di vetro quando si affacciavano oppure bottiglie di vetro spaccate in testa a giovani clienti che avevano preso la dose e poi magari si lamentavano. Sono stati documentati gli immobili, abbandonati per la maggior parte, che venivano utilizzati come una sorta di magazzino dove lasciare lo stupefacente e poi prendere la singola dose da spacciare. Riteniamo che con l'operazione di oggi noi abbiamo dato un colpo importante a questi pusher. Adesso sarà nostra cura - ha concluso il colonnello - presidiare la zona. Devo ringraziare la Prefettura e le altre forze dell'ordine che avevano preso atto di questa emergenza".  

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