Scoperte tre case d'appuntamento in via Saponara, arrestati marito, moglie e figlio

I poliziotti della Squadra Mobile, già dall'inizio del 2019, avevano notato uno strano via vai da quelle abitazioni dove esercitavano prostitute e transessuali

Da dx: il dirigente della Squadra Mobile Giovanni Minardi e il suo vice Giovanni Franco durante la conferenza stampa in Questura

Quel via vai era stato notato già dall'inizio del 2019. I poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Agrigento hanno, per mesi e mesi, sviluppato un'articolata attività investigativa. Un'inchiesta che ha permesso d'accertare che in quelle tre abitazioni di via Saponara - nel centro storico di Agrigento - c'era quel via vai perché quel "notevole flusso di persone" vi si recava per consumare prestazioni sessuali. Ieri pomeriggio, i poliziotti della Squadra Mobile - coordinati dal vice questore aggiunto Giovanni Minardi - hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip del tribunale di Agrigento: Alessandra Vella, a carico di tre persone: marito, moglie e figlio. I tre indagati sono stati accusati - da investigatori e inquirenti - dell'ipotesi di reato di concorso in favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. E' stata l'operazione "Bed & Babies". 

A finire nei guai - secondo quanto è stato illustrato durante una conferenza stampa convocata in Questura - sono stati: Emanuele Pace di 67 anni, la moglie Pierina Micciché di 63 anni e il loro figlio Visilij Pace di 30 anni. 

Inchiesta "Bed & Babies": via vai di escort e transessuali per clienti anche anziani

L'attività investigativa della Squadra Mobile ha permesso "di accertare che un notevole flusso di soggetti si recavano, al fine di consumare prestazioni sessuali, nelle tre abitazioni di via Saponara. Abitazioni - hanno reso noto gli investigatori durante la conferenza stampa - tutte riconducibili al nucleo familiare di Emanuele Pace. Le indagini hanno permesso di verificare la consapevolezza degli arrestati circa le attività a cui erano destinati i locali di via Saponara, da parte di prostitute e transessuali che, per tale utilizzo, - scrive la Questura - pagavano prezzi d'affitto maggiorati, usufruendo anche dei servizi di supporto logistico degli arrestati".

LA VIDEO INTERVISTA. La ricostruzione dell'intercettazione: "Affittiamo solo a gente selezionata" 

"Abbiamo rilevato che quelle case dovevano essere delle case-vacanza per turisti e invece, in via esclusiva, venivano affittate a delle donne che esercitano l'attività di meretricio" - ha rilevato il dirigente della Squadra Mobile: il vice questore aggiunto Giovanni Minardi - .  

L'attività investigativa è stata coordinata dal sostituto procuratore Elenia Manno e dal procuratore capo Luigi Patronaggio. "Gli elementi probatori a carico dei congiunti Pace sono costituiti da attività di monitoraggio, perquisizioni, sequestri e acquisizioni documentali, riscontri sui siti di incontri 'hot' della provincia di Agrigento" - è stato reso noto, ufficialmente, dai poliziotti della Squadra Mobile - . 

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Nel corso dell'indagine, numerosi clienti di diverse età e professioni sono stati sentiti dai poliziotti della Squadra Mobile, davanti ai quali hanno confermato il motivo delle loro "visite" in via Saponara. All'operazione hanno partecipato una ventina di agenti della Squadra Mobile, della sezione Volanti, della polizia Scientifica e dell'ufficio Immigrazione. 

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