"Facevano arrivare lavoratori dell'Est per sfruttarli nelle campagne": 7 fermi

I carabinieri hanno filmato come le vittime venissero stipate, anche in quaranta, all’interno di furgoni adibiti al trasporto, per poi essere costrette a lavorare nei campi, sotto il costante controllo dei caporali, anche per 10-12 ore sia sotto il caldo torrido che con la pioggia battente

I carabinieri del comando provinciale di Agrigento e del nucleo Ispettorato del lavoro, coordinati dal procuratore capo Luigi Patronaggio e dal sostituto Gloria Andreoli, hanno eseguito nella notte - fra Agrigento, Campobello di Licata e Naro - 7 fermi emessi dalla Procura della Repubblica nei confronti dei componenti di una presunta organizzazione criminale che faceva giungere in provincia lavoratori dell’Est con visto turistico, per poi sfruttarli nelle campagne per pochi euro all’ora. Le ipotesi di reato contestate sono associazione per delinquere, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Una ottava persona è, al momento, ricercata. Gli indagati sono numerosi e le indagini sono ancora in corso nei confronti di diverse decine di persone. 

L'operazione ha avuto come obiettivo il contrasto al fenomeno del "caporalato" nel settore agricolo ed ha interessato i Comuni di Agrigento, Campobello di Licata, Favara, Palma di Montechiaro, Canicattì, Riesi, Butera e Mazzarino nel Nisseno. Oltre 100 - secondo quanto è emerso dall'inchiesta e secondo quanto è stato ricostruito dalla Procura di Agrigento - i lavoratori sfruttati, costretti a lavorare in condizioni disagiate, sottopagati, senza il rispetto della normativa sulla sicurezza e sotto il costante controllo e la minaccia di sorveglianti. A capo della presunta organizzazione due cittadine della Repubblica Slovacca che, con l'aiuto dei due italiani, reclutavano nell'Est Europa i lavoratori da impiegare nei campi dell'Agrigentino.

L’operazione, convenzionalmente denominata "Ponos", è partita a maggio scorso ed è stata svolta con intercettazioni, pedinamenti e attraverso le riprese di sofisticate telecamere montate all’insaputa degli indagati.

"Costretti a lavorare per 10-12 ore nei campi per pochi euro": le immagini dell'inchiesta "Ponos"

I carabinieri hanno filmato come le vittime venissero stipate, anche in 40, all’interno di furgoni adibiti al trasporto, per poi essere costrette a lavorare nei campi, sotto il costante controllo dei caporali, anche per 10-12 ore senza sosta, sia sotto il caldo torrido, sia con la pioggia battente.

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