Rifiuti speciali pericolosi e non, la Guardia costiera sequestra discarica

Il sindaco Lillo Firetto ha già firmato un'ordinanza che impone al proprietario del terreno di rimuovere e a smaltire i materiali entro 30 giorni

(foto ARCHIVIO)

Taniche contenenti residui di carburante ed oli, ma anche cassette di plastica, di carta e cartone e polistirolo utilizzate per il trasporto di prodotti ittici. A scoprire la discarica, che ha anche rifiuti speciali e pericolosi, è stato il nucleo di polizia giudiziaria della Guardia costiera di Porto Empedocle. L’immondezzaio è stato individuato su un terreno di proprietà di un agrigentino lungo la strada statale 640, in prossimità della confluenza con la statale 115. L’area, ricolma di cumuli di rifiuti, è stata naturalmente subito sequestrata.

Nelle ultime ore, proprio la Guardia costiera ha chiesto al Comune di Agrigento di emettere un’ordinanza di rimozione e smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi abbandonati su quel terreno di proprietà privata. E il sindaco della città dei Templi, Lillo Firetto, ha intimato l’immediata bonifica dei luoghi. “Acquisita, da parte dell’autorità giudiziaria, l’autorizzazione all’accesso ai luoghi sottoposti a sequestro si deve provvedere – ha scritto il sindaco Firetto – entro e non oltre 30 giorni a rimuovere e a smaltire, a norma di legge, a propria cura e spese, i materiali classificati come rifiuti solidi urbani e anche quelli classificati come speciali e pericolosi”. Il proprietario di quel terreno dove, di fatto, è stata creata una discarica a cielo aperto, una volta effettuata la bonifica, dovrà “a mezzo perizia tecnica e con allegata documentazione fotografica e formulari di identificazione debitamente timbrati e accettati dall’impianto di conferimento, comunicare al Comune di Agrigento l’avvenuto prelievo, trasporto e smaltimento dei rifiuti”.

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La Guardia costiera di Porto Empedocle, agli ordini del comandante di fregata Gennaro Fusco, è da mesi e mesi che tiene d’occhio anche il fronte ambientale. Lo scorso marzo, ad esempio, scattò l’operazione “Kaos calmo” con 6 denunce e 14 sanzioni per 200 mila euro. 

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