Rischio crolli e tratti di mare inquinati, firmati i divieti di balneazione

Niente bagni in località Caos, per un tratto lungo 1.900 metri, e a Drasy per un tratto lungo 3 mila metri. Il Comune dovrà far collocare gli appositi cartelli e fare in modo che siano perfettamente resi visibili ad agrigentini e turisti

La primavera, quest'anno, fra piogge e temperature sotto la media stagionale, tarda a materializzarsi. I divieti di balneazione, anche per la stagione 2019, sono, però, invece prontissimi. A firmarli, nelle ultime ore, è stato il sindaco di Agrigento Lillo Firetto. A segnalare i tratti di costa per i quali doveva essere emessa ordinanza di divieto era stato invece il dipartimento di Prevenzione dell’Asp.

Meno che mai, naturalmente, anche per quest'anno, - in quanto si tratta di tratti di costa e di mare inquinati – è consentita la balneazione alla foce del fiume Naro e alla foce del fiume Akragas. Sempre categorico il "no" per l'area portuale di San Leone.

Per la stagione balneare 2019, con inizio primo di aprile e termine il 31 di ottobre, il divieto riguarderà – per rischio crolli - la località Caos, per un tratto lungo 1.900 metri, e la località Drasy per un tratto lungo 3 mila metri. Per il Caos, negli anni passati, il divieto è stato fra i 200 e i 300 metri.  

Divieto permanente di balneazione anche alla foce del fiume Akragas, per una lunghezza di 500 metri e divieto permanente anche 200 metri a destra e 200 metri a sinistra dalla foce del Fiume Naro, per un tratto lungo complessivamente 400 metri. Per motivi diversi, la sicurezza innanzitutto, resta il "no" - anche per questo 2019 - per la balneazione al porto di San Leone, sempre per una lunghezza di 245 metri complessivi.

I divieti alla foce del fiume Naro, a quella dell'Akragas, all'area portuale di San Leone e al vallone Caos, per Agrigento, sono quelli che ormai vengono considerati "classici" - nel senso che da anni vengono sistematicamente riproposti e firmati - e sono dovuti al fatto che uno riguarda l'area portuale, dove vi è un andirivieni di imbarcazioni da diporto, e gli altri tre delle zone dove vi sono degli scoli di acque nere che, seppur a distanza, rendono la qualità del mare non perfettamente in regola con le norme sulla balneabilità.

Non risulta essere interessato da “immissioni" e pertanto, quest'anno, non c’è alcun divieto di balneazione, invece, per l’area del vallone Canne.

Spetterà al Municipio far sì che gli appositi cartelli di divieto vengano installati e siano perfettamente resi visibili ad agrigentini e turisti. Si chiama "prevenzione", del resto. Vale, naturalmente, al momento però. Perché il timore che possano determinarsi situazioni che rendono necessari nuovi divieti di balneazione - così come è stato nelle estati passate, e non soltanto ad Agrigento - è sempre in agguato.


 

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