Pendolare per 11 anni, il giudice: "L'insegnante deve essere trasferita nella sua provincia"

La docente si era rivolta al tribunale dopo aver subito, nel corso degli anni, svariati rigetti della sua domanda di trasferimento da parte dell’amministrazione scolastica

(foto ARCHIVIO)

Il diritto al trasferimento, dalla provincia di Palermo a quella di Agrigento, è stato riconosciuto. Una docente, in servizio in una scuola dell'infanzia, dopo ben 11 anni di vita pendolare, potrà insegnare nella propria provincia. Ad accogliere il ricorso della docente - che è stata rappresentata e difesa dall'avvocato Elisabetta Fragapane - è stato il giudice del lavoro, Chiara Gagliano, del tribunale di Termini Imerese. Proprio al tribunale la docente si era rivolta dopo aver subito nel corso degli anni svariati rigetti della sua domanda di trasferimento da parte dell’amministrazione scolastica.

Ventotto anni da pendolare, il giudice: "L'insegnante va trasferita nell'Agrigentino"

"Anche stavolta, giustizia è fatta: la mobilità dei docenti deve essere assimilata ad una selezione concorsuale e, pertanto, deve avvenire rispettando il principio meritocratico del 'punteggio più alto', secondo cui gli aspiranti esprimono le proprie preferenze e l’amministrazione attribuisce la sede in base al punteggio" - ha reso noto l'avvocato Elisabetta Fragapane - . 

Il giudice del tribujnale di Termini Imerese ha interpretato l’allegato 1 del contratto collettivo nazionale integrativo per la mobilità del personale docente, educativo e Ata nel senso che “il criterio del punteggio resta comunque prioritario rispetto a quello dell'ordine delle preferenze, per cui (in assenza di titoli di precedenza) per ciascuna preferenza indicata prevale l'aspirante con il punteggio più elevato, mentre l'ordine delle preferenze diventa decisivo solo a parità di punteggio”.

La docente aveva chiesto proprio l’applicazione di tale principio, nel proprio ricorso cautelare depositato il 5 febbraio scorso. Accogliendo la domanda, il giudice ha ordinato al Miur di “deliberare il trasferimento in mobilità della ricorrente nel rispetto delle graduatorie e tenuto conto del punteggio dalla medesima posseduto”, in via immediata e urgente, poiché lo stato attuale di salute della docente – tra l’altro – è molto compromesso e rischierebbe di aggravarsi irreparabilmente nel tempo necessario per la definizione del giudizio di merito che è pari a circa due anni a fronte dell’enorme carico di ruolo del tribunale di Termini Imerese. Il tutto anche in considerazione del fatto che la docente quotidianamente è costretta a percorrere circa 120 chilometri di strada: distanza calcolata su mappa, dal Comune di residenza al luogo di lavoro e ritorno. Percorso che non tiene conto delle pessime condizioni delle nostre strade, né dei disastri climatici che, soprattutto negli ultimi tempi, mettono continuamente a repentaglio la vita di chi viaggia. 


 

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