Inchiesta sull'hashish in spiaggia, non arriveranno nuovi scatoloni

Se naufragio di nave "madre" c'è stato potrebbe essere avvenuto poco prima della fine del 2019 quando l’isola venne spazzata dal maltempo. I primi "panetti" sono stati trovati per Capodanno, il giorno prima invece il sub morto

(foto ARCHIVIO)

Scatoloni integri - pieni zeppi di panetti di hashish, fino ad arrivare a singoli carichi di 30 o 40 chili, - non ne verranno ritrovati più. Le scatole finite in acqua dopo un probabile naufragio, verificatosi a largo di Trapani, sono rimaste in mare per troppo tempo: il cartone, seppur ricoperto di più strati di nastro adesivo, potrebbe essersi disgregato. E questo perché, appunto, sono in mare – appare verosimile che possano essercene qualcun altro – da tempo.

L'hashish spiaggiato, appena 4 i chili ritrovati: l'Arma setaccia tutto il litorale

La prima scatola venne ritrovata, infatti, dai poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento, nella tarda mattinata di Capodanno. Era nella zona dell’ex eliporto di San Leone. Gli ultimi 50 panetti, integri e a pezzi, sono stati rinvenuti dai carabinieri – sempre su una spiaggia di San Leone – lunedì mattina. Questa volta, però, i panetti erano sfusi: avvolti da cellophane trasparente, ma senza alcuna scatola. Rinvenimenti analoghi sono stati fatti, dall’inizio dell’anno appunto, oltre che ad Agrigento a Castelvetrano e Marsala nel Trapanese, a Capo d’Orlando nel Messinese e a Realmonte, di nuovo nell’Agrigentino. Fra le tante, c’è un’ipotesi investigativa che appare essere quella privilegiata: un grosso carico di hashish potrebbe essere naufragato a largo di Trapani. E da quel punto, le correnti potrebbero essere riuscite a trascinare a Nord e a Sud gli scatoloni che, verosimilmente, erano stati creati per galleggiare. Ma quel naufragio, se davvero c’è stato, risalirebbe - a rigor di logica - a poco prima della fine del 2019 quando l’isola venne spazzata da un’ondata di maltempo.

L'inchiesta sui panetti di hashish spiaggiati, nave "madre" naufragata e scatoloni alla deriva

Ad amplificare il “giallo” ci sono poi anche i tre cadaveri di sub ritrovati fra le coste Palermitane e Messinesi. Il terzo corpo – dal 31 dicembre scorso – è stato rinvenuto lo scorso 15 gennaio in contrada Ginestra, a Termini Imerese. Aveva il volto sfigurato e non è risultato essere riconoscibile. Esattamente come i precedenti ritrovati a Cefalù e a Castel di Tusa, nel Messinese. Queste morti potrebbero essere collegate con i carichi di hashish trovati in diverse spiagge dell'isola? Se lo stanno chiedendo ben 5 Procure: Agrigento, Trapani, Termini Imerese, Patti e Messina. 

Carico di hashish a San Leone e Realmonte, c'è un terzo sub morto: il "giallo" s'infittisce

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