"Sorpreso a rubare in una villa a San Leone", 28enne dopo un anno torna libero

Il gip ha revocato la misura cautelare dell'obbligo di dimora nei confronti di Fabrizio Rizzo, mantenendo l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria

Fabrizio Rizzo

"Considerato il tempo trascorso, le esigenze cautelari si possono ritenere affievolite". Il gip Alessandra Vella revoca l'obbligo di dimora nei confronti del ventottenne favarese Fabrizio Rizzo, arrestato insieme al cinquantatreenne campano Roberto Iovine, il 30 aprile dell'anno scorso, con l'accusa di avere tentato un furto in una villa a San Leone. Quest'ultimo, in particolare, sarebbe entrato nell'appartamento mentre il ragazzo avrebbe fatto da palo.

Il difensore, l'avvocato Calogero Lo Giudice, aveva chiesto che l'indagato, finito prima ai domiciliari e poi in carcere, tornasse del tutto libero ma il giudice ha ritenuto, per tutelare "le residue misure cautelari", di mantenere solo l'obbligo di firma. 

I sospetti del gip: "Fatto uguale ad altri nella zona"

Iovine e Rizzo, inizialmente posti ai domiciliari, erano finiti in carcere dopo l'udienza di convalida dell'arresto, davanti al gip Alessandra Vella. In seguito il tribunale del riesame aveva in parte modificato il provvedimento imponendo a Rizzo l'obbligo di firma e l'obbligo di dimora nel Comune di residenza con il divieto di uscire da casa dopo le 20. Iovine, invece, era stato "allontanato" dalla Sicilia.

Gli stessi giudici del tribunale della libertà avevano ritenuto insussistente l'accusa di ricettazione, contestata al solo Rizzo, che scaturiva dal ritrovamento in un terreno nei pressi della sua abitazione di alcuni oggetti, ritenuti la refurtiva di altri colpi. La difesa aveva sostenuto che si trattava di uno spazio "aperto e non riconducibile a Rizzo". La vicenda deve ancora approdare in aula per il processo.

Clamorosa ritrattazione di Mario Rizzo: "Ho accusato mio cognato per astio, è stata una falsa collaborazione"

Fabrizio Rizzo è il fratello di Mario, che di recente - dopo avere tentato una collaborazione con la giustizia, venendo, in sostanza, bocciato - ha ritrattato le accuse che avevano fatto finire in carcere, con l'accusa di tentato omicidio e detenzione illegale di armi, il cognato Gerlando Russotto.

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