Ha appiccato il fuoco al materasso, sgomberato il reparto di Psichiatria

A partire da oggi, si cercherà di far chiarezza e comprendere chi dei ricoverati, e come, fosse venuto in possesso di un accendino o di cerini

Una veduta dell'ospedale "San Giovanni di Dio"

Il reparto di Psichiatria, con complessivi 15 posti letto a disposizione, è stato sgomberato. In via precauzionale, già durante la notte fra lunedì e ieri, i ricoverati sono stati spostati in un’altra, adeguata, ala dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Oggi, verosimilmente, la direzione sanitaria dell’azienda ospedaliera cercherà di capire come si siano svolti i fatti, come è possibile che un ricoverato all’unità operativa di Psichiatria fosse in possesso di un accendino o di cerini. Perché è con un accendino, o con dei cerini, che il ricoverato ha appiccato il fuoco al materasso. Un materasso ignifugo che non ha consentito che si sprigionassero fiamme, ma che ha fatto fumo. Tanto fumo. Erano le 24,55 quando l’Sos per un incendio al reparto Psichiatria dell’ospedale di contrada Consolida risuonava alla sala operativa dei vigili del fuoco del comando provinciale. I pompieri accorrevano e fino alle 3,25 restavano sul posto, al lavoro, per fare in modo che il materasso venisse allontanato e tutto venisse rimesso in sicurezza.

Paura in ospedale, in fiamme un materasso del reparto di Psichiatria

Nel frattempo, medici, infermieri, operatori e la direzione sanitaria si sono subito mobilitati per mettere in sicurezza tutti i ricoverati al reparto di Psichiatria che si trova al primo piano dell’ospedale. Il fumo aveva invaso corridoi e stanze. Nessuno, naturalmente, poteva restare all’interno di quella unità operativa. E’ stato deciso dunque lo spostamento dei ricoverati in un’ala vuota della struttura ospedaliera, un’ala che avesse però tutte le necessarie, indispensabili, garanzie per gli stessi ricoverati: come ad esempio le sbarre alle finestre. Individuata la location, i ricoverati sono stati trasferiti. Per fortuna, nessuno s’è fatto male, né è rimasto intossicato dal fumo.

Quanto è accaduto durante la notte fra lunedì e ieri non è stato certamente il primo episodio del genere. Qualche anno addietro, ad esempio, un detenuto – ricoverato nell’apposito reparto dell’ospedale “San Giovanni di Dio” – diede fuoco ad un materasso. Era la fine di settembre del 2017, per la precisione. All’epoca, venne avviata un'indagine della quale si occupò la polizia penitenziaria. C'erano infatti in servizio alcuni agenti che, come da routine, presidiavano il reparto che ha, inoltre, anche un sofisticato sistema di video sorveglianza. Anche allora, sia l'uomo che era ricoverato nella cella dove divampò l'incendio che gli altri detenuti degenti, vennero messi al sicuro. Prima ancora, una decina di anni fa, era accaduto sempre a Psichiatria. Si tratta di episodi che, purtroppo, come dimostra la cronaca, capitano anche al “San Giovanni di Dio” e che sono correlati a pazienti ritenuti sensibili.

A partire da oggi, verosimilmente, al reparto di Psichiatria si cercherà di far chiarezza e comprendere chi dei ricoverati, e come, fosse venuto in possesso di un accendino o di cerini. Perché infermieri e personale sanitario sono sempre molto prudenti in merito e fanno sparire immediatamente oggetti che possono provocare pericoli allo stesso detentore così come agli altri ricoverati del reparto. Non si tratta di un’inchiesta interna, ma si proverà a fare chiarezza.

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L’unità operativa di Psichiatria dovrà, intanto, essere ripulita e sistemata prima di poter ipotizzare il ritorno dei ricoverati. Servirà verosimilmente un po’ di tempo. 

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