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Dune spazzate via dalla ruspa, Firetto: “Gravi negligenze, non ci possono essere sconti per nessuno”

Sul presunto caso di danno ambientale, Palazzo dei Giganti ha avviato una indagine interna per fare luce sulle eventuali responsabilità per quanto avvenuto sulle spiagge di Maddalusa e Cannatello

 

“E’ un fatto che testimonia una grave negligenza, per cui ho detto all’ufficio Ecologia di sporgere denuncia alla Procura della Repubblica di Agrigento”. Così, ai microfoni di AgrigentoNotizie, ha parlato il sindaco della città dei Tempi, Lillo Firetto, sul presunto danno ambientale che si sarebbe consumato  sulle spiagge di Maddalusa e di Cannatello. Uno scempio che è stato segnalato dall’associazione Mareamico. Il primo cittadino, amareggiato per quanto accaduto, parla apertamente di “grave negligenza”, l’aver stravolto l’ecosistema, potrebbe indurre la Procura della Repubblica,  in caso di apertura di un fascicolo di inchiesta, ad ipotizzare diversi reati per i quali, sono previste anche pene pesanti. Sono tanti gli aspetti che, probabilmente,  dovranno essere chiariti  dai responsabili, diretti e indiretti, dell’invasiva attività di pulizia che ha portato alla cancellazione non solo delle colline di sabbia ma anche dalla circostante flora. 

Mareamico denuncia: "Hanno distrutto le dune di San Leone"
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Restando in tema di presunte negligenze, in molti, specie dai social network, hanno  "bacchettato" il Comune di Agrigento perchè, secondo alcuni, non avrebbe esercitato il necessario controllo sui lavori eseguiti.  Su quest’ultimo aspetto, AgrigentoNotizie ha chiesto spiegazioni al sindaco Firetto. “E’ un appalto che si realizza in area demaniale – dice il sindaco di Agrigento – ho chiesto al segretario generale del Comune di avviare un’indagine interna, ove mai ci siano responsabilità che possono essere ascritte anche a dipendenti comunali. Qualora venissero accertate – ha aggiunto il primo cittadino – ci sono le sanzioni disciplinari che prevedono i contratti degli enti locali”. Per quanto riguarda invece le eventuali responsabilità della ditta, Firetto precisa: ”C’è una linea che seguirà la sua strada e che è quella dei palazzi di giustizia e poi c’è una linea che deve seguire, invece, il rapporto tra l’ente che ha affidato l’appalto, l’ente che deve controllare e la ditta medesima, in fatti come questo non ci possono essere sconti per nessuno”.

Legambiente: pronti a costituirci parte civile  

"Siamo sconcertati dal dover constatare che ancora oggi possano verificarsi fatti del genere frutto di incompetenza e superficialità. Ogni anno, dal 2014 ad oggi, la nostra associazione svolge sulla spiaggia di Maddalusa attività di educazione ambientale e tappe di campagne di sensibilizzazione di carattere nazionale come 'Spiagge e fondali puliti' o attività di citizen science (attività collegate ad una ricerca scientifica a cui partecipano semplici cittadini) come 'Beach litter' e 'Goletta verde' - scrive Legambiente - . Nel 2017 abbiamo denunciato il fatto che in località le Dune, anonimi avessero eliminato la vegetazione ripariale – canneto -  dal vallone Canne che sfocia al mare attraversando la spiaggia e che svolge una continua azione di contrasto e di riduzione del danno ambientale procurato da persistenti sversamenti abusivi di liquami fognari".

La replica della ditta: "False accuse, ecco le foto"

Legambiente aggiunge: "Questi fatti testimoniano che questi lavori di preparazione delle spiagge alla stagione balneare vanno fatti da personale adeguatamente formato, utilizzando mezzi idonei e sorvegliati attentamente da chi questi lavori di pulizia commissiona e autorizza. Chiediamo pertanto agli enti competenti di verificare in dettaglio ciò che è avvenuto e di accertare eventuali responsabilità. La nostra associazione si riserva di costituirsi parte civile in caso di svolgimento di procedimenti giudiziari".

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