La frana del viale della Vittoria, scontro fra dirigenti del Comune in aula

Da una parte l'ex comandante Cosimo Antonica, teste chiave del pm, dall'altra il dirigente dell'Utc Giuseppe Principato imputato con l'ex sindaco e i proprietari di alcuni terreni

Cosimo Antonica

“Ero il comandante della polizia municipale e sono laureato in giurisprudenza, non toccava a me mettere in sicurezza edifici e costoni pericolanti. Per quello c’era l’ufficio dei lavori pubblici”. Scontro acceso fra dirigenti del Comune al processo per il crollo del costone del viale della Vittoria che provocò l’evacuazione, per tre anni, di una settantina di famiglie, negozi e attività commerciali.

L'ex comandante attacca: "Il crollo era previsto"

Da una parte l’ex capo dei vigili Cosimo Antonica, attuale dirigente di un altro settore di Palazzo dei Giganti, e teste chiave del processo e dall’altra l’ingegnere Giuseppe Principato, responsabile dell’Ufficio tecnico e imputato insieme al sindaco di allora Marco Zambuto e ai proprietari dei terreni prospicienti al costone dei cosiddetti Palazzi Crea le cui condizioni fatiscenti avrebbero provocato la frana il 5 marzo del 2014. 

Ieri, davanti al giudice Manfredi Coffari, Antonica ha continuato la sua deposizione rispondendo all’avvocato Antonino Manto, difensore di Principato che, in sostanza, facendo riferimento alla qualifica di responsabile della Protezione civile del teste, voleva tirarlo in ballo. “L’ufficio che dirigevo - ha replicato - si occupava di pubblica incolumità, se c’era un palazzo che stava crollando dovevamo fare uscire le persone ma non certo ripararlo. Per quello ci sono gli architetti e gli ingegneri che lavorano nel settore dei lavori pubblici. Cosa ne posso sapere io che sono laureato in giurisprudenza di come si mette in sicurezza un costone?”. 

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