Tamponi Covid-19 obbligatori alla scadenza della quarantena, i sindaci: "Ne servono 300 al giorno"

I primi cittadini di quasi tutta la provincia hanno evidenziato che il primo banco di prova è previsto per sabato. "Non risulta però che nessuno sia stato sottoposto a test"

Coronavirus, tampone (foto Ansa)

C'è un primo banco di prova: sabato 28 marzo. Mancano però due giorni e, secondo quanto evidenziano i sindaci di quasi tutta la provincia, "non risulta che nessuno sia stato sottoposto a tampone". "Anzi non risulta che le Asp - spiegano in un documento sottoscritto dai sindaci - siano provviste dei tamponi". 

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, con un'ordinanza ha disposto che vengano eseguiti tamponi rinofaringei a tutti coloro che sono entrati in Sicilia dal 14 marzo. Per tutte queste persone c'è l’obbligo di permanere in isolamento obbligatorio, adottando una condotta improntata al distanziamento dai propri congiunti e/o coabitanti, curando di areare più volte al giorno i locali dell’abitazione. Ma è stato disposto pure, nell'ordinanza del presidente della Regione, che queste persone siano "sottoposte a tampone rinofaringeoa ridosso della conclusione del termine di quarantena”.

Coronavirus, tampone obbligatorio per tutti coloro che sono rientrati dal Nord

"Nel condividere ed osservare le disposizioni dell’ordinanza, (anzi a nostro avviso devono essere sottoposti a tampone anche coloro che sono entrati in Sicilia antecedentemente al 14 marzo) i sottoscritti sindaci ritengono necessario che il previsto tampone venga effettuato, per l’obiettivo primario di preservare la popolazione da eventuale contagio, ma ad oggi non si hanno notizie in merito". Lo hanno scritto i sindaci di Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Campobello di Licata, Canicattì, Cianciana, Favara, Grotte, Ioppolo Giancaxio, Licata, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Montevago, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Ravanusa, Realmonte, Ribera, Sambuca di Sicilia, San Giovanni Gemini, Sant'Angelo Muxaro, Santa Elisabetta, Santa Margherita di Belice, Santo Stefani Quisquina, Sciacca e Villafranca Sicula

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"Anzi non risulta che le Asp siano provviste dei tamponi e che non è stato disposto ad oggi il coinvolgimento di laboratori accreditati che dispongano di attrezzature adeguate, alta professionalità e che garantiscano la conformità ai protocolli dei laboratori pubblici regionali - hanno continuato i sindaci dell'Agrigentino nella lettera indirizzata al presidente della Regione Siciliana, all’assessore della Salute della Regione, al dirigente generale del dipartimento della Protezione civile della Regione e al direttore generale facente funzione dell’Asp di Agrigento. "Nella sola provincia di Agrigento, dai dati in nostro possesso, risulterebbe necessaria la disponibilità di circa 300 tamponi al giorno - proseguono gli amministratori - e in assenza di notizie e assicurazioni, esprimiamo la nostra più viva preoccupazione e l’assenza di ogni necessaria informazione per fornire agli interessati, che a noi si rivolgono, risposte sui comportamenti che dovranno assumere alla scadenza del periodo di quarantena". Di fatto i sindaci dell'Agrigentino hanno lanciato un "Sos": vogliono capire come comportarsi e a che cosa andranno incontro.

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