Quando arriverà il picco dei contagi da Covid-19? Giorni cruciali per provare a contenere il virus

Il direttore sanitario dell'Asp Gaetano Mancuso: "Non si può fare una stima per provincia, ma ci dobbiamo attenere alle valutazioni epidemiologiche in ambito regionale". Il governatore Nello Musumeci: "I numeri non devono illudere, l'onda lunga è attesa per la prima decade"

Schermata dati della Protezione civile

"I numeri non devono illudere, da noi non è ancora arrivato il picco. L'onda lunga ci aspettiamo arrivi per la prima decade di aprile". Il presidente della Regione, Nello Musumeci, evidenziando - e lo ha fatto anche più volte - che la Sicilia ha un andamento epidemiologico differente rispetto ad altre regioni della penisola, era stato già chiaro. Il fatto che i numeri dei nuovi contagi quotidiani e dei ricoveri stia iniziando a rallentare, ma lo fa molto lentamente, non significa affatto che il peggio sia passato. E questo vale anche per l'Agrigentino. Esperti e scienziati avvertono che è prestissimo per pensare alla fase "2" e che non bisogna affrettare in nessun modo i tempi per la "riapertura".

Quando arriverà il picco?

Ma il picco dei contagi Covid-19 quando arriverà? Continuano a chiederselo tutti, agrigentini compresi. "Non si può fare una stima per provincia, ma ci dobbiamo attenere alle valutazioni epidemiologiche in ambito regionale - ha spiegato il direttore sanitario dell'Asp di Agrigento Gaetano Mancuso - . Picco o "plateau" dipendono molto - ed è stato evidenziato praticamente da tutti: esperti, funzionari e politici - da come funzionano e funzioneranno i sistemi di isolamento e le limitazioni dei contatti sociali.

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Il momento del "plateau" - tanto a livello nazionale che regionale - è stato spostato più volte in avanti. Si presume - ma non è detto che possa venire ulteriormente differito - che il periodo in cui si arriverà al massimo dei contagi (il "plateau" può durare anche più giorni) dovrebbe essere fra questa e la prossima settimana. Ma tutto dipende appunto dei dati che quotidianamente vengono raccolti e dalle valutazioni epidemiologiche che solo gli esperti possono fare. Raggiunto il "picco" non significa però che tutto sia finito. Significa che dovrebbe poi iniziare una fase di decrescenza più o meno rapida.

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La discesa si preannuncia lenta

La discesa si annuncia lenta. L’apice del numero di contagi - hanno spiegato più volte in questi giorni dall'Istituto superiore di sanità - non è una vetta quanto piuttosto un ’plateau’, "un altopiano di montagna che va attraversato". Come fare a capire quando sarà possibile allentare le misure di isolamento e distanziamento sociale vigenti, se i numeri dei nuovi positivi resteranno giorno dopo giorno alti, anche se la crescita esponenziale è ormai alle spalle? Il presidente dell'Iss Brusaferro ha fatto capire che non ci sono precedenti su cui fare affidamento. Sì, sarà necessario raggiungere una certa soglia di contenimento per poi mantenerla. Ma "su questo non c'è una grande letteratura. Stiamo ipotizzando scenari che non sono stati percorsi prima da Paesi con modelli di governo come il nostro. Dovremo vedere quando e con quale velocità calerà la curva prima di poter ragionare su quali misure restrittive sia possibile allentare".

Il parere degli esperti 

Per l'epidemiologo dell'università di Pisa Pierluigi Lopalco, "per una diminuzione sostanziale dei casi bisognerà aspettare almeno due settimane. Il trend è trascinato da cio' che succede in Lombardia, quindi nei prossimi giorni la curva potrebbe avere ancora una coda allungata proprio per effetto di nuovi casi in altre aree e regioni". Ora come ora, sottolinea, "al Centro-Sud c'è una crescita costante e non esponenziale dei contagi, ma ci sono tanti focolai che si accendono e che vanno spenti subito". Predica cautela anche il virologo Fabrizio Pregliasco dell'università di Milano, per il quale "verosimilmente la fase due di graduale riapertura potrà partire non prima di maggio ma mantenendo comunque delle misure di sicurezza come il distanziamento. L'ipotesi di una riapertura scaglionata sarebbe inoltre la più opportuna, con una priorità per tipologia di attività".

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