Il Covid-19 a Cardiologia, il primario: "Nessun focolaio, il virus è entrato dall'esterno ... chi ha l'infarto non passa neanche dal pronto soccorso"

Giuseppe Caramanno provando a ricostruire la verità ha ricostruito tutto quello che è accaduto nell'unità operativa del "San Giovanni di Dio". Arrivato l'esito di un tampone a cui era stato sottoposto un paziente: è negativo

Una veduta dell'ospedale "San Giovanni di Dio" di Agrigento

C'è stato un paziente “0”? Come il Coronavirus è entrato al "San Giovanni di Dio" di Agrigento? Mentre è arrivato nelle ultime ore, in contrada Consolida, l'esito di un tampone - che è negativo - al quale era stato sottoposto un paziente sessantenne ricoverato in Cardiologia, fra sanitari, infermieri e operatori di sala ci si continua ad interrogare su come il Coronavirus sia arrivato fra Cardiologia ed Emodinamica. "Operando in urgenza, il virus è entrato e continuerà ad entrare dall'esterno. Spesso dall'ambulanza, i pazienti passano direttamente ad Emodinamica" - ha spiegato il primario di Cardiologia dell'ospedale "San Giovanni di Dio" Giuseppe Carmanno - . Medici ed infermieri, "i nuovi eroi" - per come sono stati già definiti -, ad Agrigento come altrove, sono pienamente consapevoli di essere "in prima linea". Quando arriva una urgenza - come quelle che giungono a Cardiologia - la priorità assoluta è salvare la vita del paziente.

Coronavirus: test positivo per ausiliaria di Cardiologia e per un anziano paziente morto

A provare a ristabilire la verità su quello che è accaduto, in questi giorni, in un reparto eccellente qual è quello di Cardiologia è proprio il primario Giuseppe Caramanno. Perché "purtroppo, in questo periodo di piena emergenza Cornavirus, circolano spesso messaggi, voci, illazioni e notizie costruite artatamente da alcuni per creare panico, disagio e allarme sociale, e - scrive Caramanno - chissà quale ipotetico e fantasioso vantaggio economico, immaginano di trarre".

Terzo caso di Covid-19 a Favara, il sindaco: "In ospedale non si è arrivati ad identificare il paziente 0"

Ripristinando la verità, ecco cosa è accaduto a Cardiologia. "Il 16 marzo è stata ricoverata una 76enne di Favara, inviata da un cardiologo del territorio, che necessitava dell’impianto di PM che poi veniva fatto l’indomani, subito dopo un arresto cardiaco transitorio - spiega il primario - . Nonostante il medico dei guardia insistentemente avesse chiesto più volte alla donna se fosse stata a contatto con persone a rischio Coronavirus, la paziente rispondeva negativamente. Dopo avere effettuato una radiografia del torace, molto sospetta, veniva sottoposta a Tac toracica, suggestiva per infezione da Covi-19  per cui veniva effettuato un tampone per confermare il sospetto. Nel frattempo, solo dopo 12 ore dal ricovero, - prosegue la ricostruzione ufficiale di Caramanno - la paziente ammetteva di essere stata vicina a un congiunto proveniente da Milano. L’esito del tampone risultato positivo ci induceva a trasferirla in un centro Covid-19. A seguito della positività di questa paziente, a distanza di 24 ore, tutti gli operatori sanitari della Cardiologia e due pazienti venivano sottoposti a tampone. Positivi sono risultati essere un medico di Emodinamica e un’ausiliaria che non avevano avuto nessun contatto con la 76enne di Favara, mentre tutti gli altri erano negativi. Infine, un paziente di Mussomeli ricoverato dal 22 febbraio, per grave scompenso cardiaco, il 16 marzo è stato sottoposto a coronarografia e a controllo radiografico del torace che risultava sospetto per polmonite da Coronavirus. Si decideva quindi di eseguire il tampone che non è stato possibile effettuare perché il paziente la mattina del 19 marzo è deceduto. E' stato dunque effettuato post-mortem e il 21 marzo si apprendeva che il paziente era positivo al Coronavirus".

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"Positivo" un medico del "San Giovanni di Dio"

"Analizzando tutti i dati a disposizione possiamo concludere che ragionevolmente: la prima paziente sia stata contagiata altrove, sicuramente non in ospedale - conclude il primario di Cardiologia Giuseppe Caramanno - . Desumiamo che il paziente deceduto, Covid-19 positivo, abbia contagiato sia l’emodinamista che l’ausiliaria. Resta da chiarire quando e dove il paziente deceduto abbia contratto l’infezione da Coronavirus. Non esiste dunque nessun focolaio nella Cardiologia di Agrigento - ha sottolineato il primario - . Mi preme sottolineare ancora una volta che, nonostante i casi verificatisi nel reparto di Cardiologia, i cardiologi agrigentini continuano a svolgere regolarmente il proprio lavoro, dopo avere sanificato i locali e disposto la quarantena dei soggetti risultati positivi. E' probabile che, nelle prossime settimane, pazienti Covid-19 potranno presentarsi nel nostro reparto, specialmente quelli affetti da infarto miocardico acuto che afferiscono direttamente in sala di Emodinamica, senza transitare dal pronto soccorso. In queste settimane abbiamo potuto constatare che alcuni pazienti stanno sottovalutando i sintomi dell’infarto ritardando il ricovero o addirittura restandosene a casa per paura del contagio con conseguenze spesso disastrose, per cui invito - conclude il primario di Cardiologia Giuseppe Caramanno - coloro che presentano sintomi come dolore toracico o difficoltà respiratorie a chiamare subito il 118 che provvederà ad eventuale ricovero in ospedale dove ci sono a disposizione dei professionisti che tratteranno tempestivamente al meglio tutte le patologie cardiache".

L'esito del tampone è arrivato: la 76enne di Favara è positiva
 

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