Musica ad alto volume in centro: è disturbo della quiete pubblica

I carabinieri, che hanno raccolto la richiesta d'intervento dei cittadini che abitano vicino ai locali della movida, hanno fatto spegnere gli impianti

Musica ad alto volume e schiamazzi. E’ un “copione” che si ripete – e non soltanto il sabato, ma anche il venerdì, - nel centro storico di Agrigento: fra via Atenea e dintorni. Da un lato ci sono i giovani che vogliono divertirsi, anche nei vari locali della movida cittadina, dall’altro ci sono i residenti che pretendono, legittimamente, di riposare. A dover intervenire, provando a ripristinare l’ordine ed evitando il disturbo della quiete pubblica, sono polizia e carabinieri. E così è stato anche lo scorso venerdì notte quando diversi cittadini - alcuni infuriati, altri ormai scoraggiati – si sono rivolti al numero unico per le emergenze. E’ stata segnalata la musica ad alto volume ed oltre l’orario consentito. I carabinieri sono intervenuti e, non è affatto la prima volta che accade, hanno fatto spegnere gli impianti stereo di uno dei locali.

E’ una storia che si ripete sistematicamente senza che nessuno – eccezione fatta per le forze dell’ordine - provi a trovare una soluzione che contemperi l’esigenza di tutti: di chi deve, lecitamente, lavorare e di chi deve, legittimamente, riposare.

Appena poche ore prima, ossia nella tarda mattinata di venerdì, in Questura, il primo dirigente Angelo Bellomo, a capo della sezione Pasi, aveva provato – e non era affatto la prima volta – a richiamare l’attenzione di tutti gli esercenti. La movida abusiva, selvaggia in molti casi, determina anche – assieme al disagio giovanile – le risse alle quali, in recenti fine settimane, s’è assistiti proprio nella zona del centro storico. E in una di queste risse, un ragazzino è rimasto sfregiato – e in maniera permanente - al volto.

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