Gli occhi curiosi e la voglia di conoscere, l'agrigentina Giusy Paci: "Vi presento la mia Parigi"

Giovane mamma che ha scelto di lasciare Agrigento. Dentro la testa un vortice di idee, la voglia di conoscere nuovi mondi, assaggiandone anche il gusto e le tante emozioni.

Giusy Paci

Sei un imprenditore, uno studente, un pizzaiolo o anche un "cervello" in fuga?  Abbiamo deciso di dare voce agli agrigentini fuori sede. Le loro esperienze, i loro racconti e le loro storie possono essere da esempio per chi ha voglia di tornare o anche di restare. Dedicheremo uno spazio settimanale, un focus che serva a raccontare le vite ormai lontane dall’ombra della Valle dei Templi. Un microfono aperto a tutti, una volta a settimana. Se un agrigentino fuori sede? Raccontati ad AgrigentoNotizie. 

Un’agrigentina a Parigi, tra innovazione voglia di vivere e occhi curiosi. Lei è Giusi Paci, giovane mamma che ha scelto di lasciare Agrigento. Dentro la testa un vortice di idee, la voglia di conoscere nuovi mondi, assaggiandone anche il gusto e le tante emozioni. “Ca c'est Paris”, si. Giusi ha scelto di farsi accogliere e adottare dalla gigantesca Parigi, per poi “fuggire” con i pensieri nella sua soleggiata Agrigento. E’ Giusi il volto della nostra settimana.

Raccontaci la tua storia 

"Sono a Parigi da dicembre 2014. Ho iniziato come ragazza alla pari, quindi questo mi ha permesso di avere già un tetto al mio arrivo. Mi occupavo di una bimba Italiana di 3 ani, dalle 18, 30 in poi cosa che mi ha permesso di trovare un lavoro in un ristorante fino alle 17 30. Dopo 6 mesi, circa, sono tornata a casa per completare un trattamento ortodontico iniziato ad Agrigento, per poi ripartire e restare stabilmente a parigi da febbraio 2016.I miei progetti erano ben diversi, volevo completare gli studi qui, ma per motivi burocratici non ho potuto ed alla fine dovro completarli in parte a Palermo. Dopo aver lavorato nella ristorazione, adesso lavoro in un supermercato bio. Nel frattempo sono diventata mamma qualche mese fa e convivo con il mio compagno".

- Perchè hai lasciato Agrigento?

"Fin da piccola, andando spesso con mia nonna a Milano e avendo visto Parigi per la prima volta nel 98 a14 Anni, mi sono accorta che siamo in ritardo su moltissime cose. Soprattutto, non abbiamo quasi la voglia e il bisogno di progredire. Quindi una volta visto altro, quello che avevo ad Agrigento non mi bastava più, avevo bisogno di conoscere nuove cose, di avere la possibilità di scegliere cosa fare.quando e dove. Non volevo dei luoghi stabiliti da altri. Parigi? E' fantastica, è viva dal lunedi alla domenica. Si può mangiare qualsiasi cosa come il cibo italiano, giapponese, etiope, messicano, portoghese, e tantro altro. Puoi scegliere il teatro, ma anche i concerti, tutto nella stessa città.

- Ti manca la tua città?

"La mia città, intesa come famiglia, amici gatto, mare, sole e cibo, si mi manca da morire".

- Cosa cambieresti di Agrigento? 

"Il modo di pensare e vivere di buona parte degli agrigentini".

 - Hai un consiglio per i giovani agrigentini?

"Giovani non accontentatevi e smettete di pensare 'anzi ca l'avemu',  oppure 'megliu u tintu canusciutu ca u bonu a canusciri'.  Chi si accontenta muore. Muore dentro perché mette a tacere sogni e non rivendica diritti.  Si devem inoltrem di rispettare la propria terra, quello che é di tutti é anche tuo e non di nessuno. Un pò di senso civico in più".

 - Sogni di tornare?

"Sogno di tornare per qualche ora al giorno, per una cena con i miei, un aperitivo con gli amici, un salto al mare per togliermi il grigio delle nuvole di dosso, ma non farei mai crescere mio figlio li".

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