Tentato omicidio per ragioni passionali, dopo un anno di "fuga" la vittima si presenta

Vincenzo Curto, bersaglio di alcuni colpi di pistola, si fa vivo tramite il suo legale: "Sono disposto a testimoniare"

Gianluca Scaccia

“Vengo a testimoniare, non mi sottraggo. Sarò in Italia il mese prossimo”. Vincenzo Curto, il trentunenne ferito a colpi di arma da fuoco, allo stomaco e alle gambe, è l'unico che potrebbe confermare o smentire la circostanza, secondo la quale, a sparargli addosso è stato Gianluca Scaccia, 34 anni.

Dopo un braccio di ferro, durato circa un anno, la vittima dell’agguato, che sarebbe stato generato da un movente passionale, decide di presentarsi. “Sono stata contattata dal suo legale che mi ha rappresentato la volontà di Curto di venire a testimoniare”, così il pubblico ministero Alessandra Russo ha chiarito la posizione del teste chiave del processo. La data scelta, compatibile con il calendario delle udienze dei giudici della prima sezione penale, è l’8 luglio.

Poco prima il presidente del collegio Gianfranca Claudia Infantino aveva fatto presente che le procedure per consentirgli di testimoniare all’estero, in particolare in Germania, dove l’uomo si è trasferito da tempo, non erano state attivate perchè i tempi tecnici erano più lunghi. La soluzione trovata all’udienza precedente, infatti, era stata proprio quella di disporre la sua audizione in videocollegamento. 

Nemmeno al fratello, il primo a soccorrerlo, aveva mai rivelato nulla. L’imputato, difeso dall'avvocato Angela Porcello, nega di essere stato l'autore del tentato omicidio. Fino a questo momento i testi sentiti hanno confermato la forte gelosia di Scaccia legata alla possibilità che Curto, che era stato anche denunciato dalla donna prima della separazione tanto da avere un divieto di avvicinamento, potesse riallacciare una relazione con la sua ex. 
 

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