Catamarano affonda nel mar Adriatico, tre agrigentini salvati dalla Capitaneria

Andrea Barbera, Andrea Vanadia e Fabio Farruggia, che stanno bene e non hanno fortunatamente riportato ferite, sono stati tratti in salvo dalla Capitaneria di porto di Ravenna dopo che il catamarano "Shaka" sul quale viaggiavano stava per affondare. Il racconto di quei tragici momenti

Una motovedetta della Guardia costiera

Notte di terrore tra mercoledì e giovedì per tre agrigentini a circa 20 miglia al largo di Porto Garibaldi (Comacchio, in provincia di Ferrara), nel mar Adriatico. Andrea Barbera, Andrea Vanadia e Fabio Farruggia, che stanno bene e non hanno fortunatamente riportato ferite, sono stati tratti in salvo dalla Capitaneria di porto di Ravenna dopo che il catamarano "Shaka" (battente bandiera belga) sul quale viaggiavano stava per affondare in seguito ad un peggioramento delle condizioni meteo-marine e ad un improvviso ed intenso fortunale, con il mezzo che imbarcava acqua, al buio e con ogni strumento a bordo in completa avaria.

"E' stata una decisione importante, quella di portare in salvo tutti noi, nonostante questo significasse abbandonare alla deriva la mia nuova Andrea Barbera, Fabio Farruggia e Andrea Vanadia-2barca – racconta Andrea Barbera, tramite un post su Facebook - . Ritorno a casa sereno, cosciente di aver fatto la cosa giusta, ma non di certo non abbandonerò così facilmente la mia barca in mare. Ieri mattina a distanza di poche ore dal salvataggio ci siamo rimessi a bordo di un grosso gommone per andare alla ricerca di Shaka. Purtroppo le condizioni meteo erano ulteriormente peggiorate e rendevano impossibile l'avvistamento ed il recupero".

I tre agrigentini provenivano da Venezia ed erano diretti proprio in Sicilia. Ma il maltempo ha provocato gravi danni strutturali al catamarano (parzialmente disalberato, con difficoltà di manovra, con il motore in avaria, l'impianto elettrico in black-out, la prua danneggiata con infiltrazioni d’acqua e la galleggiabilità compromessa).

E' stato a quel punto che i tre agrigentini hanno deciso di lanciare una chiamata di soccorso "Mayday", allertando – intorno alle 2.30 della notte – la sala operativa della Capitaneria di porto. 

Sono immediatamente entrate in azione le motovedette "Cp 847" di Ravenna e "Cp 2085" di Porto Garibaldi. Inoltre è stato preallertato il comando dell’Aeronautica di Poggio Renatico per un’eventuale successivo impiego del mezzo aereo ed è stato disposto il dirottamento del peschereccio “Giuliana”, impegnato in attività di pesca in zona. Poco dopo la motovedetta "Cp 847", appena giunta in zona ricerche, nonostante le difficoltose comunicazioni radio con l’unità alla deriva e le precarie condizioni di visibilità, ha stabilito un contatto visivo con il catamarano, riuscendo poco dopo nell’affiancamento.

I militari hanno provveduto al salvataggio di Barbera, Vanadia e Farruggia, in lieve stato di ipotermia ma in buone condizioni di salute e non bisognosi di assistenza medica. Si è trattato di un soccorso portato a termine con successo in brevissimo tempo, grazie alla tempestività del personale della sala operativa e degli equipaggi delle motovedette, che - anche grazie al volenteroso interessamento del peschereccio “Giuliana”, subito messosi a disposizione dell’autorità marittima - ha permesso di salvare tre vite umane.

Così come sottolineato dalla Capitaneria di porto, da segnalare anche l'encomiabile spirito dei diportisti in pericolo che, nonostante la tragica situazione con il mezzo che imbarcava acqua, al buio e con ogni strumento a bordo in completa avaria, con grande coraggio e serenità hanno saputo farsi guidare dal personale della sala operativa via radio, indossando subito le cinture di salvataggio e fornendo fin da subito chiare informazioni con le precise coordinate geografiche della loro posizione, facilitando pertanto le operazioni di soccorso da parte della motovedetta Cp 847.

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