Servizio idrico, lettera aperta del Forum ai sindaci e alla presidenza dell'Ati

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Appello ai Comuni che hanno richiesto la gestione diretta; il risultato politico della gestione Pubblica con un ente di Diritto Pubblico è stato  raggiunto di fatto e di diritto; siano loro  i primi garanti di una gestione pubblica e partecipativa trasparente ed efficiente e si acceleri con la costituzione dell'Azienda Speciale Consortile per accedere ai finanziamenti.

A ridosso dell'Assemblea dei Sindaci  in seno all'ATI abbiamo scritto “L'Italia ci guarda!” e quando lo scorso 27 settembre questa si è unanimemente espressa per la costituzione di una Azienda Speciale Consortile quale futuro gestore del Servizio Idrico Integrato, abbiamo raccolto il plauso ed i complimenti di tutti i comitati ed associazioni che compongono il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Con la costituzione dell'Azienda Speciale Consortile la provincia di Agrigento sarà la prima, dopo Napoli a livello cittadino, a rispettare la volontà popolare espressa a larghissima maggioranza con i Referendum del 2011 nonchè ad attuare coerentemente l'art.1 la l.r.19/15. Per la prima volta in Italia ed in Sicilia sarà un ente di Diritto Pubblico e non una SPA a gestire le risorse idriche.


Un primato per una volta in positivo, dopo dodici anni di disservizi ed illegalità subite con la gestione privata di Girgenti Acque, del quale siamo orgogliosi e ci sentiamo di ringraziare i Sindaci e la Presidenza dell'ATI. Un primato che và ora riempito dei contenuti necessari a blindarlo con le premesse di uno Statuto che tuteli tutti i Comuni, grandi e piccoli, con una gestione trasparente, efficace, efficiente ed economica, garantendo la partecipazione ed il controllo democratico delle cittadinanze.   


Ai Comuni non consegnatari và innanzitutto il ringraziamento del Forum per aver sostenuto le ragioni dell'Acqua Pubblica negli anni in cui si lottava contro la privatizzazione; sono gli stessi che hanno resistito alla consegna delle reti a Girgenti Acque insieme alle loro cittadinanze, contribuito nel 2010 alla redazione e promozione della legge di iniziativa Popolare e dei Consigli comunali che ha dato vita alla l.r. 19/15, nonché alla vittoria referendaria del 2011. Gli stessi Comuni che hanno sempre ceduto le loro acque in favore dei Comuni che avevano minore disponibilità della preziosa risorsa.


In questi mesi è stato agito, anche strumentalmente, un conflitto tra Comuni consegnatari e non consegnatari e resta ancora da capire quanti saranno i Comuni che resteranno esclusi dalla gestione Consortile ai sensi dell'art. 147, avendo fatto richiesta della gestione diretta. Ricordiamo che anche il Forum siciliano si è battuto, nelle due legislature in cui la legge di iniziativa Popolare e dei Consigli comunali che ha dato vita alla l.r. 19/15 è stata in discussione in IV Commissione parlamentare all'ARS,  per questa possibilità, che oggi però la legislazione nazionale non consente più.

Oggi però il risultato politico della gestione Pubblica con un ente di Diritto Pubblico è stato  raggiunto di fatto e di diritto. L'Azienda Speciale Consortile garantirà tutte le comunità agrigentine, e con l'ingresso dei Comuni non consegnatari, se rinunciassero al diritto di accedere alle riserve consentite dall'art.147 per chi ne ha i requisiti, questa verrebbe ulteriormente rafforzata.


Coerentemente alla battaglia svolta con tutte le loro popolazioni in questi anni, i Comuni non consegnatari possono oggi contribuire in maniera determinante nel fare la differenza della prossima gestione ed esserne garanti nel pretendere, come hanno sempre fatto, una gestione pubblica efficace, efficiente, economica e partecipativa secondo il principio di solidarietà tra le comunità agrigentine.  

Per far sì che la prossima gestione del SII divenga il fiore all'occhiello della democrazia partecipativa per la gestione dei beni comuni per la quale da 12 anni ci battiamo, costituendo un esempio concreto per il resto della Regione e del Paese.

L'Azienda Speciale consortile deve subentrare quanto prima alla gestione commissariale per accedere ai finanziamenti previsti dal patto per il sud e da tutte le altre misure economiche previste per mettere in sicurezza i territori, salvaguardare l'ambiente ed i diritti dei cittadini della provincia. 

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