Acqua, Commissione Territorio Ars: "Diffide illegittime, si revochino"

Approvata all'unanimità in IV Commissione all'Ars la risoluzione a firma dei deputati regionali Panepinto, Mangiacavallo, La Rocca Ruvolo, Cirone, Cascio e Palmeri che impegna il governo regionale a procedere alla revoca immediata delle note inviate dall'assessorato all'Energia a 17 Comuni della ex provincia di Agrigento. Con queste note si diffidavano i Comuni, autorizzati alla gestione delle risorse idriche con la legge regionale n. 2 del 2013, a provvedere alla consegna delle reti e degli impianti alla Girgenti Acque s.p.a., pena il loro commissariamento

Approvata all'unanimità in IV Commissione all’Ars la risoluzione a firma dei deputati regionali Panepinto, Mangiacavallo, La Rocca Ruvolo, Cirone, Cascio e Palmeri che impegna il governo regionale a procedere alla revoca immediata delle note inviate dall'assessorato all'Energia a 17 Comuni della provincia di Agrigento.

Con queste note si diffidavano i Comuni, autorizzati alla gestione delle risorse idriche con la legge regionale n. 2 del 2013, a provvedere alla consegna delle reti e degli impianti alla Girgenti Acque s.p.a., pena il loro commissariamento.

La risoluzione impegna, inoltre, l'assessore all'energia Contraffatto, a verificare se sussistano le condizioni per rimuovere dall'incarico il dirigente generale Armenio che, secondo una personale interpretazione della normativa nazionale relativa al Decreto "Sblocca Italia", aveva firmato ed inviato i provvedimenti di diffida, illegittimi per i firmatari dell'atto parlamentare approvato oggi.

Abbiamo votato un atto di indirizzo netto, che blocca quello che sarebbe un vero e proprio sopruso amministrativo e legislativo”. Lo dice Giovanni Panepinto, parlamentare regionale del Pd e promotore delle iniziative di legge sull’acqua pubblica, a proposito del voto con il quale stamane la commissione Territorio e Ambiente dell’Ars ha approvato ad unanimità la risoluzione per chiedere la revoca del provvedimento.

Questa richiesta è in aperta violazione della legge regionale 2 del 2013 – aggiunge Panepinto – abbiamo già presentato una interrogazione parlamentare e i comuni interessati hanno votato appositi ordini del giorno. A questo però serve un atto di chiarezza da parte dell’assessore Contrafatto e del presidente Crocetta”.

Abbiamo cercato di tutelare il Parlamento siciliano – afferma a sua volta il deputato saccense M5S Matteo Mangiacavallo - e le competenze specifiche in materia di acqua potabile della nostra Regione, a statuto speciale. E' assurdo che possa essere consentito ad un burocrate finanche di interpretare le norme. La nostra richiesta è precisa, vanno revocate le diffide e verificate le condizioni per rimuovere quel dirigente generale, responsabile di un atto che, di fatto, sbeffeggia la nostra Assemblea. Adesso - conclude Mangiacavallo - attendiamo la risposta del governo, assente anche qualora ci fosse stato. Vogliamo capire se il dirigente ha agito in difformità con l'assessore e il presidente Crocetta. Se non fosse stato così, il suo gesto sarebbe ancora più grave poiché espliciterebbe, ancora una volta, il concetto che il governo regionale promuove l'acqua pubblica solo a parole”.

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