L'incubo del Covid-19, infermiera agrigentina in servizio al Nord: "Città mia resisti, rispettate le regole"

Si chiama Claudia Zambuto Sitra e lavora al Nord. La ragazza ha scelto di raccontare la sua storia ad AgrigentoNotizie. La sua vita, davanti all'emergenza Coronavius, è davvero cambiata d'un tratto

Claudia Zambuto Sitra

“Agrigento mia, resisti”. A parlare è un’infermiera agrigentina che lavora in uno degli ospedali pubblici del nord Italia. A volere raccontare la sua storia ad AgrigentoNotizie è Claudia Zambuto Sitra.

L’agrigentina, insieme a migliaia di medici e infermieri, sta fronteggiando l’emergenza Coronavirus. "Ho fatto tanti sacrifici per raggiungere il mio sogno".

Parla così l'infermiera agrigentina che vive e lavora lontano dalla sua città del cuore. "Ho studiato al Nord, dopo tre anni di università e altri due anni a lavorare, ho sacrificato tanto per riuscire a svolgere il lavoro dei sogni, il più bello: quello di infermiere". 

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Una scalata verso il grande sogno, quello di lavorare dentro un ospedale. Oggi, l'infermiera, parla di giorni davvero lunghi e particolari. "Lavoro in corsia - ci racconta l'infermiera - dentro le mura di un ospedale pubblico. Superati i corsi mi sono stata inserita in graduatoria, così è stato. Ero davvero felice, ma poi tutto è sparito in un attimo. Tutto questo - dice Claudia ad AgrigentoNotizie - accadeva solo una settimana che si scatenasse questo vero incubo. Si, perchè, il Covid 19 è diventato un incubo. La felicità è sparita, ma ha fatto spazio alla speranza. Una speranza - aggiunge Claudia - che si rinnova ogni volta che inizio un turno di lavoro.  Spero sempre che non ci siano persone morte e che non si aggiungano altri casi positivi. Ma purtroppo giorno dopo giorno la realtà è dura da digerire. Il mio cuore è vicino ai miei pazienti, sempre. Alle persone che lottano ma anche a quelli che non ci sono più". L'infermiera Claudia ha la famiglia lontano, ma non esiste giorno in cui l'agrigentina non pensi alla sua famiglia.

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"Ho il cuore in Sicilia, dai miei cari, i miei genitori ma anche fratelli e nonni. Mi sento impotente davanti a tutto questo. Il pensiero che possa accadere qualcosa ed io non possa raggiungerli, non mi fa stare bene. Il ciore mi diventa davvero piccoli".  La Pasqua si avvicina e Claudia ha un solo pensiero. "Non potrò vedere la mia famiglia, non potrò raggiungerli. E' tutto bloccato, l'Italia è zona rossa. Il pensiero - spiega l'infermiera ad AgrigentoNotizie -  va alla mia città, Agrigento".

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La ragazza sceglie di fare un appello: "Resistete, rispettae le direttive, fatelo per voi e per il bene della comunità.
Il mio pensiero va alla mia città, Agrigento. Resistete e rispettate le direttive, per voi e per la comunità. Non mettiamo a dura prova gli ospedali che oramai qui al nord non ce la fanno più. Ci rivedremo quando tutto sarà finito miei cari e mia città natìa".

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