Psicologia della notizia

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Corpo, psiche e bisturi

Le motivazioni che spingono a sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica sono diverse e per tale motivo è difficile poter trovare una ragione principale che indirizza verso questa decisione

Arriva l’estate, la temperatura che aumenta pare diminuire in maniera proporzionale l’accettazione positiva del nostro lato estetico. Il caldo ci costringe a scoprirci, a mettere mal volentieri in risalto imperfezioni che avevamo più o meno perfettamente celato sotto cappotti e maglioni poco attillati, che nascondevano persino ai nostri stessi occhi quelle parti che ci avrebbero altrimenti messo in crisi.

Invece adesso persino gli specchi sembrano accanirsi contro la nostra serenità, quando sfuggevolmente li attraversiamo per meglio evitare l’impatto diretto coi nostri cosiddetti “inestetismi”. E sebbene riusciamo a trovare la via di fuga momentanea di certo i media non hanno nessuna pietà di noi proponendoci creme anticellulite, fanghi d’alga miracolosi, pillole promettenti, prodotti prodigiosi e, addirittura, per chi fosse ormai al limite del recuperabile esiste pur sempre (dicono) la chirurgia estetica.

Spopolano diversi programmi televisivi che entrano persino nelle sale operatorie mostrando il prima e il dopo di donne o uomini poco “piacenti”. Ma il mio, oggi, non vuole essere un articolo di accanimento contro tali programmi, né tantomeno un elogio spassionato a chi offre pubblicamente l’esempio di come sfidare il proprio destino più o meno benevolo (fisicamente parlando!). Vuole essere una riflessione, a partire dalla realtà contemporanea, di quanto sia ormai di fondamentale importanza rincorrere un modello, non dico di perfezione, ma quantomeno di accettazione migliore di se stessi.

Ma poi per essere accettati da chi sostanzialmente? Da noi stessi o principalmente dagli altri? La risposta a queste domande la lascio alla fantasia o alla razionalità di ciascuno. Fatto sta che, al di là di mille giri di parole, la metamorfosi non rimane solo un concetto relativo ai grandi filosofi antichi, ma ben si presta a diventare una “regola” da seguire per piacersi e piacere.

A dimostrare la seria realtà di quanto sarcasticamente affermato è l’occupare dell’Italia del sesto posto nella classifica dei paesi europei in cui si ricorre a maggiori interventi di chirurgia estetica.Ma...non eravamo tra le bellezze più apprezzate? Siamo realmente così brutti o siamo “semplicemente complessati”?

Le motivazioni che spingono a sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica sono diverse e per tale motivo è difficile poter trovare una ragione principale che indirizza verso questa decisione. Tra le motivazioni principali ritroviamo esigenze di tipo fisiologico accanto a quelle puramente estetiche. Un’attenzione a parte meritano poi gli aspetti psicologici della chirurgia plastica/estetica che sembrano giocare un ruolo di primissima importanza. Infatti, ad orientare verso una richiesta così “estrema e decisiva” ci sono complessi meccanismi sia consci che inconsci legati alla percezione che ciascuno ha di sé e della propria immagine corporea. Agendo motivati da queste ragioni il giovamento che una persona può trarre da un intervento di chirurgia estetica spesso non si limita semplicemente al solo aspetto fisico (seppur importante) ma si estende anche all’aspetto psicologico facendo sì che ci si senta più sicuri di se stessi, nei confronti degli altri e nei confronti del mondo esterno. Agendo, appunto, più profondamente sulla percezione dell’Io corporeo si acquisisce maggiore autostima e ci si sente così più sicuri di mostrarsi e di interagire col mondo circostante. C’è però da sottolineare una realtà: un modellamento estetico non può di certo essere risolutivo rispetto a profondi problemi psicologici. Ecco perché è sempre consigliabile analizzare e comprendere le motivazioni che spingono verso una richiesta così impegnativa dal momento che neppure un intervento di chirurgia è in grado di ridare la serenità a chi l’ha persa o ancor meno a chi non l’ha mai provata.

Dott.ssa Florinda Bruccoleri
Psicologa, Psicoterapeuta analista transazionale,
Psicooncologa ed esperta in psicologia forense.
Sito web: www.florindabruccoleri.it

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Specialista in Psico-oncologia, ho lavorato nel reparto di Oncologia dell'ospedale di Agrigento. Ho seguito poi un percorso di perfezionamento in Psicologia Forense, soprattutto nell'ambito della valutazione del danno psichico nei contesti di risarcimento danni. Ad oggi svolgo la mia attività ad Agrigento e provincia come Psicologa-Psicoterapeuta-Analista Transazionale. Sono stata da sempre una appassionata di scrittura e in questa rubrica voglio cogliere il binomio ed il legame tra cronaca e psicologia.

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