Viadotto Petrusa smontato da 16 mesi, i residenti citano l'Anas e chiedono i danni

Gli abitanti invocano risarcimenti patrimoniali e delegano l’Adiconsum e Cisl a sostenerli e rappresentarli dinanzi il tribunale

La parte smontata del viadotto Petrusa

"Gli abitanti di contrada Petrusa citano l’Anas per il risarcimento del danno patrimoniale causato dalla mancata ricostruzione del ponte Petrusa". Lo hanno annunciato Maurizio Saia, segretario della Cisl, e Giuseppe Bosciglio responsabile dell'Adiconsum. 

Sono trascorsi 16 mesi e la mancata ricostruzione del ponte causa tuttora disagi per studenti e pendolari, costretti a percorsi alternativi che "oltre ad essere inadeguati per il grande flusso circolatorio, costringono ad allungare le percorrenze - hanno spiegato Saia e Bosciglio - . 
Pertanto, gli abitanti di contrada Petrusa hanno deciso di citare in giudizio l’Anas, per il risarcimento patrimoniale del danno, delegando l’Adiconsum e Cisl, attraverso il legale dell’associazione dei consumatori, a sostenerli e rappresentarli il 25 settembre 2018 dinanzi il tribunale di Agrigento. Riteniamo, dagli atti in nostro possesso, che l’Anas S.p.a. è l’unica responsabile della demolizione e della mancata ricostruzione del ponte Petrusa, che ad oggi continua ad arrecare danni patrimoniali, in particolare agli abitanti della zona. Non è pensabile che l’Anas si possa sostituire nel governo del territorio nella programmazione della viabilità, tanto da stabilire sull’opportunità e l’utilità della ricostruzione dell’importante arteria, dimostrando la limitata conoscenza del territorio e la scarsa sensibilità sociale, legata secondo noi a scelte errate, errori di progettazione e risorse finanziarie utilizzate per altre infrastrutture".

Il viadotto Petrusa è stato smontato in parte per garantire lo standard di sicurezza. Il verdetto arrivò il 6 marzo dello scorso anno: "Le verifiche tecniche sul viadotto "Petrusa" che consente alla statale 122, l'Agrigentina, di sovrappassare il tracciato della nuova statale 640, la "Strada degli scrittori", sono finite. Le condizioni strutturali del viadotto - scriveva l'Anas - non ne consentono la riapertura al traffico. E' stata effettuata un'analisi costi/benefici per valutare la migliore soluzione possibile e l'esito è quello di procedere a demolizione dell'opera per una successiva ricostruzione. Il 27 marzo 2017, ossia il giorno prima dell'inaugurazione della raddoppiata statale 640, la parte del viadotto che sovrastava la neonata "Strada degli scrittori" non esisteva più. E così, da allora, tutto è rimasto. 

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