L'Ecomuseo del Libero Consorzio tra i cinque progetti al vaglio della Regione

Tra i beni c'è il Giardino botanico, esteso circa 8 ettari, con un patrimonio arboreo di circa 20mila piante e un erbario con una collezione di oltre 2000 essenze

Il giardino botanico

C'è anche l'Ecomuseo istituito nel 2017 dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento, fra i cinque progetti  che saranno presi in esame dal neonato comitato scientifico istituito dalla Regione Siciliana per valutare le iniziative proposte per la creazione di questa nuova tipologia di strutture, istituite con una legge di cinque anni fa. 

Il Comitato scientifico che valuterà anche il progetto del Libero Consorzio di Agrigento, è composto dallo storico Domenico Jalla, dagli etnoantropologhi Vito Lattanzi e Rosario Perricone e dell’architetto paesaggista Francesco Baratti. Per i due componenti interni, la scelta è caduta sulle archeologhe Alessandra Merra, che fa parte dell’ufficio di Gabinetto dell’assessorato dei Beni culturali e Maria Lucia Ferruzza, del dipartimento regionale dei Beni culturali. La legge prevede che la Regione Siciliana, sulla base di specifici requisiti, riconosca e promuova gli ecomusei allo scopo di recuperare e valorizzare le peculiarità storico culturali, artigianali e paesaggistiche di un ambito territoriale, nella prospettiva di orientarne lo sviluppo sostenibile attraverso la partecipazione dell’intera comunità locale e in collaborazione con soggetti pubblici e privati. 

L’Ecomuseo del Libero Consorzio di Agrigento, è composto dal Giardino botanico, esteso circa 8 ettari, con un patrimonio arboreo di circa 20mila piante e dall’Erbario con una collezione di oltre 2000 essenze erbacee. C'è poi la Biblioteca Ambrosini e l’archivio storico dell’Ente in cui sono custodite anche pubblicazioni d’epoca e documenti, tra cui una pregevole copia della ”Encyclopédie” di Diderot e D’Alembert, risalente al “Secolo dei Lumi” oltre a documenti d’epoca originali risalenti al Risorgimento e all’Unità d’Italia. A concludere l’Ecomuseo, c’è la Galleria espositiva della Scala Reale ed il Palazzo sede istituzionale dell’Ente con affreschi della seconda metà dell’Ottocento a cui si aggiunge la copia del Regio Decreto, datato 15 aprile 1938, con cui il Re Vittorio Emanuele III, concesse l’uso del Gonfalone alla Provincia di Agrigento. 

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