Udienza Firetto, Di Rosa sbotta: "Il sindaco rilascia interviste e non si presenta in aula"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Lo scrivente Giuseppe Di Rosa Coordinatore del Movimento A TUTELA DEL CITTADINO denominato “Mani Libere” :
Premesso che in data 2 Marzo u.s. il Sindaco di Agrigento Calogero Firetto doveva partecipare alla prima udienza che lo vede sottoposto a procedimento penale per due reati contestati: "diffamazione" ed "illecito trattamento dei dati personali" con l'aggravante di avere commesso i fatti con “l’abuso dei poteri inerenti la funzione pubblica e l’avere commesso il fatto “con il mezzo di pubblicità costituito dal social Facebook”.

Considerato che: il sindaco è arrivato presso il tribunale di Agrigento con auto di proprietà comunale, il suo consulente alla comunicazione, con tanto di autista e vigile urbano(tutela mai assegnata dall’organo di competenza) e dopo essersi sottoposto a video interviste non ha partecipato alla udienza risultando di fatto “assente”.

Considerato che : il sindaco si è recato in tribunale nella qualità di IMPUTATO per fatti commessi non nella qualità di sindaco in quanto non vi rientra quello della diffamazione a mezzo facebook fosse anche per tutelare il decoro urbano.
Ritenuto pertanto che i costi sostenuti dalla amministrazione comunale sono da imputarsi a finalità estranee al mandato elettivo ed alle pubbliche funzioni proprie di un sindaco; che anzi il Firetto ha, con il suo operato, disperso energie della amministrazione piegandole ad interessi puramente individuali e privati. Visto l'articolo 314 del codice penale a mente del quale  "Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni e sei mesi. Si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni quando il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l'uso momentaneo, è stata immediatamente restituita".
 

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